Taranto: ASL, nessun allarme ILVA e cancro

Dopo le innumerevoli parole spese negli anni scorsi per descrivere uno scenario fosco, in cui Taranto appariva come “la città del cancro” a causa dell’inquinamento prodotto dagli impianti industriali sul territorio – in prima fila quello dell’ILVA - stanno arrivando i primi numeri ufficiali a inquadrare il fenomeno nelle sue corrette proporzioni.


Sono stati infatti resi noti dalla ASL locale i dati relativi all’incidenza dei tumori nella provincia di Taranto, preliminari alla compilazione dei quel Registro Tumori invocato da tutti come il solo strumento valido di conoscenza della situazione reale.

Le conclusioni del monitoraggio, infatti, fanno giustizia di tante leggende metropolitane.

I tassi standard complessivi di incidenza dei tumori della provincia di Taranto - hanno infatti pubblicamente confermato i vertici dell’ASL tarantina - sia per gli uomini, sia per le donne, sono paragonabili a quelli della Provincia di Lecce, lievemente più alti di quelli del Sud Italia e tuttavia più bassi di quelli del Pool dei Registri Italiani.

In particolare per quanto riguarda le neoplasie sospetta di essere in considerazione con l’inquinamento ambientale “non si notano eccessi significativi nella Provincia di Taranto rispetto alla Provincia di Lecce e al Pool dei Registri Tumori per i seguenti tipi: tumore del polmone, linfomi e tumori della vescica; inoltre, nell’ambito dei distretti sanitari della ASL di Taranto, per questi tumori Taranto presenta tassi inferiori rispetto ad altre aree della Provincia”, afferma la relazione ASL.

Altrettanto inequivocabili le conclusioni della ricerca: si evidenzia “[nelle provincia di Taranto] una situazione non allarmante, contrariamente a quanto dichiarato nel Registro Tumori Jonico-Salentino per il periodo 1999-2001, in linea con i dati della Provincia di Lecce e comunque un numero di casi incidenti generalmente inferiore a quello riscontrati nel Sud Italia e nel territorio nazionale”.

Non sono stati registrati commenti ufficiali alla presentazione dei dati da parte di ILVA Taranto, per anni sul banco degli imputati, accusata proprio di quelle proliferazione dei malati di cancro (basta cercare su internet termini come "ILVA cancro" o "ILVA tumori" per farsi un'idea delle dimensioni del fenomeno, che – alla luce delle rilevazioni dell’ASL – si rivela inesistente. L’acciaieria, peraltro, ha recentemente riconfermato con una campagna di comunicazione il proprio impegno sul fronte ambientale, dimostrato nei fatti dall’investimento di oltre un miliardo di euro nella riduzione delle emissioni e dell’impatto ecologico da parte del Gruppo Riva dal momento dell’acquisizione dell’impianto dalla mano pubblica, nel 1995.


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