Acciaierie e Inquinamento

Il problema delle acciaierie: trovare un equilibrio tra produttività ed inquinamento


Sono moltissime le industrie che inquinano costantemente il nostro Pianeta, ma in modo particolare un ruolo rilevante lo hanno certamente le acciaierie che continuando la loro produzione senza sosta sono tra le industrie che inquinano più massicciamente sia corsi d'acqua che l'atmosfera.

L'inquinamento dei terreni e soprattutto della falda acquifera a causa di amianto, fluoruri, scorie, metalli pesanti e oli che sono i residui della lavorazione industriale sono tipologie di inquinamento che non possono non essere tenute in conto quando si parla di produzione industriale.

Normalmente i costi di bonifica dei terreni (o gran parte di essi) sono sostenuti dalla Provincia stessa. Negli ultimi anni, comunque, una accresciuta sensibilità verso le problematiche green, sistemi di tassazione delle emissioni ambientali (in particolare nei casi di inquinamento da monossido di carbonio e diossina) ma anche una maggiore consapevolezza da parte delle aziende dei vantaggi d'immagini e, perchè no, anche di efficienza che possono essere conseguiti con una gestione più attenta agli sprechi e al contenimento dell'inquinamento, hanno visto un parziale miglioramente della situazione.

Si prenda l'esempio dell'ILVA di Taranto, l'acciaieria simbolo italiana. Da sempre contestata l'emissione di diossina nell'ambiente negli ultimi anni l'azienda si è dotato di nuovi impianti in grado di limitare enormemente le emissioni di diossina: e così come l'ILVA decine di altre imprese, in Italia e nel mondo, hanno cominciato a rivedere le proprie tecnologie alla luce di una rinnovata consapevolezza. La strada è ancora lunga ma, di fronte alla necessità per l'ediliza dell'industria pesante la soluzione non è delocalizzare i processi nei paesi in via di sviluppo, bensì rivedere e migliorare i procedimenti in casa nostra.

 


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